h1

Storchi: «1945, il vero sangue fu quello dei vincitori»

October 3, 2008

Ci sono due leggende che la destra italiana ha messo in giro nel dopoguerra, rinsaldate dalla querelle aperta dal Sangue dei Vinti di Giampaolo Pansa. La prima è che la Resistenza sia stata una mattanza indiscriminata contro fascisti e borghesi, finalizzata a un progetto rivoluzionario comunista. La seconda è che gli aspetti scomodi e fratricidi del biennio 1943-45 siano stati nascosti dalla sinistra, all’insegna della retorica sulla Liberazione. In realtà di tutto questo si è parlato fin dagli esordi del nuovo Stato. E battente è sempre stata la polemica mediatica di destra, nel denunciare gli «orrori» della «Resistenza rossa». Negli ultimi decenni poi una nuova storiografia di sinistra è tornata in modo serio sul problema: da Claudio Pavone, a Guido Crainz, a Mirko Dondi, a Dianella Gagliani, e a Massimo Storchi. Tutti studiosi venuti molto prima di Pansa sul tema, ma da lui citati solo di passata. Uno dei quali, Massimo Storchi, ha scritto l’ennesimo volume a riguardo: Il Sangue dei vincitori. Saggio sui crimini fascisti e i processi del dopoguerra (Aliberti, pp. 286, Euro 16, pr. di Mimmo Franzinelli). È un contributo decisivo, perché contestualizza le vendette partigiane. Focalizzando l’obiettivo sul «triangolo rosso» e in particolare su Reggio Emilia. Dove i fascisti, in funzione ausiliaria dei nazisti, spadroneggiarono, torturarono, massacrarono. E suscitarono una piena d’odio destinata a sboccare in resa dei conti col favore popolare.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79454


Leave a Comment