Ennesimo colpo di mano del governo sul maestro unico. Non è bastato il decreto, né la minaccia della fiducia pur di esautorare il Parlamento e le relative proteste. C’è altro e ancora più grave: le due ore in più che i maestri delle scuole primarie (dalle 22 attuali alle 24) saranno costretti a pagarle attingendo agli stessi fondi di istituto. Alla faccia dell’autonomia scolastica, ogni singola scuola dovrà accollarsi anche finanziariamente la scelta del governo di ridurre a uno i maestri per classe. saranno costretti per di più a tagliare altre attività che al momento facevano parte dell’offerta formativa di ogni scuola, come corsi di recupero, attività extracurricolari, eccetera. Il tutto è contenuto in un emendamento presentato dal relatore della conversione del decreto legge Gelmini. Di chi si tratta? Ma di Valentina Aprea, ex vice della Moratti ai tempi dello smantellamento della scuola pubblica nel precedente governo Berlusconi. La furbata della Aprea è dovuta alla richiesta di copertura finanziaria della commissione Bilancio. Nonostante gli 7 miliardi di tagli che il maestro unico produrrà, l’aumento delle ore lavorative da 22 a 24 non aveva copertura. Tremonti non voleva problemi e allora si è arrivati alla brillante conclusione: i costi aggiuntivi (ancora non stimati) saranno a carico dei ‘fondi di istituto’ come prevede l’emendamento 2-ter della Aprea.I tagli della Gelmini e di Tremonti previsti nella manovra infatti non si possono toccare.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79495


