Posts Tagged ‘dei’

h1

Al Rolling Stone il punk-pop dei tedeschi Killerpilze

November 2, 2008

Sulla scia dei Tokio Hotel arrivano dalla Germania i Killerpilze. I «Funghi assassini» – questa la traduzione letterale dal tedesco del nome della band – approderanno, stasera alle 19.30, al Rolling Stone di corso XXII Marzo. Atletici e accattivanti, con il loro efficace punk-pop questi ragazzi stanno raccogliendo fan scatenate tra le giovanissime dai 12 ai 16 anni di tutta Europa. Canteranno in tedesco e in inglese. Ingresso 15 euro.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302882

h1

Storchi: «1945, il vero sangue fu quello dei vincitori»

October 3, 2008

Ci sono due leggende che la destra italiana ha messo in giro nel dopoguerra, rinsaldate dalla querelle aperta dal Sangue dei Vinti di Giampaolo Pansa. La prima è che la Resistenza sia stata una mattanza indiscriminata contro fascisti e borghesi, finalizzata a un progetto rivoluzionario comunista. La seconda è che gli aspetti scomodi e fratricidi del biennio 1943-45 siano stati nascosti dalla sinistra, all’insegna della retorica sulla Liberazione. In realtà di tutto questo si è parlato fin dagli esordi del nuovo Stato. E battente è sempre stata la polemica mediatica di destra, nel denunciare gli «orrori» della «Resistenza rossa». Negli ultimi decenni poi una nuova storiografia di sinistra è tornata in modo serio sul problema: da Claudio Pavone, a Guido Crainz, a Mirko Dondi, a Dianella Gagliani, e a Massimo Storchi. Tutti studiosi venuti molto prima di Pansa sul tema, ma da lui citati solo di passata. Uno dei quali, Massimo Storchi, ha scritto l’ennesimo volume a riguardo: Il Sangue dei vincitori. Saggio sui crimini fascisti e i processi del dopoguerra (Aliberti, pp. 286, Euro 16, pr. di Mimmo Franzinelli). È un contributo decisivo, perché contestualizza le vendette partigiane. Focalizzando l’obiettivo sul «triangolo rosso» e in particolare su Reggio Emilia. Dove i fascisti, in funzione ausiliaria dei nazisti, spadroneggiarono, torturarono, massacrarono. E suscitarono una piena d’odio destinata a sboccare in resa dei conti col favore popolare.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79454

h1

Quei protagonisti al di là dei numeri uno

August 23, 2008

«O protagonisti o nessuno». Alla fine delle Olimpiadi il titolo del Meeting di Rimini, che apre i battenti domani, potrebbe essere immediatamente inteso secondo la mentalità dominante: chi non è il primo non conta. Scorrendo attentamente il programma del Meeting ci si accorge invece che il modello proposto è agli antipodi. Infatti gente «comune», eppure eccezionale, come Marguerite Barankitse (Premio internazionale Onu per i rifugiati), Rose Busingye (impegnata con le donne malate di Aids in Uganda), Cleuza e Marcos Zerbini (alla guida di un grande movimento sociale di ex favelados a San Paolo del Brasile), Salih Osman (Premio Sacharov 2007 per il suo impegno tra e per i rifugiati del Darfur), i carcerati protagonisti della mostra «Libertà va cercando, ch’è sì cara. Vigilando redimere», mostrano che si può vivere da protagonisti, cioè coscienti di chi si è, soddisfatti e rispettosi delle proprie esigenze profonde, e vincere anche in situazioni proibitive e senza chiamarsi Phelps. Al Meeting si vuole verificare questa evidenza nei tre grandi ambiti in cui l’uomo di oggi incontra le maggiori sfide. La pace: di fronte a una situazione internazionale in cui, ad onta dello spirito olimpico, rinascono continuamente venti di guerra, violenze contro l’uomo e egoismi nazionalistici, il Meeting rilancerà il suo appello per l’amicizia tra i popoli, chiamando a discutere protagonisti nello scenario internazionale, quali il segretario della Lega araba Amre Moussa, il presidente dell’Unione europea Barroso, l’ambasciatrice Usa in Vaticano Mary Ann Glendon, il segretario di Stato vaticano monsignor Mamberti, il cardinal Tauran.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=285016